Miglior realizzatore della squadra terza in classifica con 13.9 punti a partita. Il tutto senza mai partire in quintetto nelle 25 gare disputate (saltò solo la gara di ritorno contro Torino per una lesione al vasto intermedio) e in 22 minuti di utilizzo.

Questo il biglietto da visita di Tyrus McGee, sesto uomo di lusso di una Vanoli Cremona che spesso in questa stagione si è nutrita della sua energia dalla panchina e di quella manina che sta bucando la retina con percentuali notevolissime: 60% da due e 47.8% da 3 per il prodotto di Iowa State, che si sta togliendo anche lo sfizio di guidare la graduatoria dei migliori tiratori dai 6.75 del campionato davanti a giocatori come Michael Bramos e Krunoslav Simon. Con questi ritmi Tyrus può addirittura puntare a diventare il secondo giocatore della storia della Serie A a risultare il miglior marcatore della squadra partendo sempre dalla panchina, impresa riuscita sinora solo a Dusan Vukcevic nel 2007/08 con la maglia della Virtus Bologna.

C’è molto di suo anche nell’ultima vittoria contro Cantù, l’ennesima conquistata con un finale punto a punto: “Contro Cantù è stata dura – ha dichiarato McGee durante la trasmissione tv Gancio Cielo – avevamo un bel vantaggio ma loro hanno iniziato a segnare a ripetizione. Siamo stati bravi a reagire, lo abbiamo fatto in tante altre gare e adesso possiamo dire di essere abituati: siamo rimasti concentrati e alla fine abbiamo vinto”.

Le prestazioni di Tyrus non hanno lasciato indifferente nemmeno Cesare Pancotto, che sempre a Gancio Cielo ha parlato del suo sesto uomo come di un “giocatore intelligente, che ha colto l’importanza delle gerarchie in questa squadra e le rispetta esaltando il proprio ruolo. E’ un giocatore che può cambiare le partite perchè porta grande energia e spacca le difese con le sue penetrazioni”.

Situazioni di 1vs1 che hanno girato anche la gara contro l’Acqua Vitasnella, nonostante un gigante come Fesenko presidiasse l’area, dietro le quali c’è lo zampino del coach: “Non era facile avvicinarsi a canestro, Fesenko è davvero grosso e fin dall’inizio ha difeso in maniera molto fisica. Anche se sembra ovvio, il coach ci ricorda sempre che noi piccoli siamo più veloci dei lunghi e quindi ho cercato di sfruttare gli spazi. Lavoriamo molto sui nostri errori in palestra e questo è il risultato”.

Dopo 12 vittorie consecutive Avellino ha dovuto cedere il passo alla Manital Torino, rimanendo a quota 34 punti in classifica contro i 36 dei biancoblu, ma domenica sarà scontro diretto: “All’andata Avellino riuscì a metterci in difficoltà. Fu un match fisico, ma portammo a casa la vittoria con una delle nostre partite più belle della stagione. Sono fiducioso”.

Ufficio Stampa
Vanoli Basket