Può vantare 250.000 iscritti, il suo canale YouTube è TolaFra, diminutivo chesta per Tolasi Francesco, diciottenne, giocatore di basket della Vanoli Young (Serie D/Under 18), studente della quinta A del liceo Aselli, indirizzo Scienze applicate. La sua tesina alla maturità potrebbe essere proprio legata all’esperienza di YouTuber, ma – afferma – «devo trovare i collegamenti con le altre materie».

Faccia da bravo ragazzo, con la passione per il basket, bravo a scuola (lo assicura la sua professoressa Gabriella Cattaneo), TolaFra è una vera e propria star fra i ragazzini. «Tutto è iniziato nel 2012, quasi per gioco – racconta -. Ho cominciato a realizzare dei video prima sul gioco Clash of Clans e ora su Clash Royale. C’è chi gira video per dare indicazioni su come superare livelli o utilizzare carte particolarmente forti, ma io mi limito a commentare quello che faccio con un po’di ironia. C’è chi mi segue e non può che farmi piacere», sottolinea con modestia.

L’attività di TolaFra si chiama gaming e va per la maggiore fra i ragazzini dagli 11 anni in su. Gli YouTuber sono delle vere e proprie star e si confrontano a colpi di migliaia di like e di visualizzazioni: una realtà pressoché sconosciuta agli adulti e che è diventata virale. «Realizzo dai tre ai cinque video la settimana, a seconda del tempo e di quanto devo studiare – racconta Francesco, residente a Soresina -. Come per molti la cosa è nata per gioco e passione e continua ad essere un gioco, certo non sono al livello dei Mates». I Mates sono quattro YouTuber che vanno per la maggiore.

Ma Tolasi si difende più che bene: la sua attività di YouTuber è gestita da un network Tom’s hardware che, fuori dai denti, vuol dire pubblicità e la possibilità di incassare una sorta di paghetta rinforzata mensile che va da un minimo di 300, 400 euro a un massimo di 1.500 euro. «Dopo due anni Tom’s hardware ha notato la mia attività, le visualizzazioni dei miei video e mi ha contattato – spiega -. Ho dovuto firmare un contratto con delle clausole legate alla realizzazione dei video. Ovviamente non si possono promuovere prodotti e tanto meno parlare di alcolici o sostanze stupefacenti».

Scuola, sport e YouTube: così si divide la vita di Francesco Tolasi: «L’elaborazione dei video dipende dalla loro lunghezza e dalla scelta delle basi musicali, piuttosto che dal montaggio – continua -. Credo che la costanza e la voglia di mettermi in gioco abbiano contribuito a rendere il mio canale seguito da tanti ragazzi. Ma ripeto: comunque sia, per me è e rimane un gioco, oltre che una passione». Francesco Tolasi – fra lo stupito e l’incuriosito – alla fine dell’intervallo torna in classe: lo attende la consegna di una verifica di scienze con la professoressa Cattaneo. Dallo spazio virtuale della rete alle aule dell’Aselli la distanza è più che mai breve… alla portata di un clic. E di un like.

di Nicola Arrigoni
Fonte: La Provincia di Cremona