James Southerland è senza dubbio l’atleta più famoso della propria famiglia. Ha giocato una Final Four NCAA, e toccato con mano la NBA, seppur per sole 4 gare. Ad insidiare questo suo “primato” è la sorella, Sabrina, asso dell’atletica sin dai tempi della Cardozo High School a New York, la stessa frequentata da James, ed ora a Georgetown University dopo aver stabilito il 2° tempo di sempre degli Stati Uniti sugli 800 metri a livello liceale in 2:03.59.

Il 28 marzo 2013, quando Sabrina venne eletta “2013 Girls Athlete of the Year”, subito dopo prese un autobus da New York a Washington, D.C. insieme alla madre Magalie per vedere James giocare contro Indiana nelle Sweet 16. “Sono orgogliosa di lui – disse Sabrina, volto noto tra i tifosi degli Orangemen per la sua presenza alle partite interne -, è stato grandioso vedere la sua crescita in questi quattro anni”. Southerland non brillò particolarmente contro gli Hoosiers, ma fu fondamentale due giorni dopo, contro Marquette, nella gara che valse l’accesso alle Final Four al Georgia Dome di Atlanta, con 16 punti e 3/4 da tre, la sua specialità.

“E soprattutto – ricorda il team manager di Syracuse, Kip Wellman -, quell’anno mise Syracuse sulla mappa grazie alla sua partita da 35 punti contro Arkansas. Quella sera fu incredibile”. Southerland segnò 35 punti in 32′, con 9 su 13 dall’arco, facendo la fortuna degli scarichi di Michael Carter-Williams, l’attuale point-guard dei Milwaukee Bucks. Wellman fu tra quelli che reclutò Southerland, insieme all’assistente Mike Hopkins, in anticipo sui tempi, quando James aveva appena 16 anni. “Aveva le qualità perfette per noi, non ci pensammo su molto. Ed è stato uno dei migliori tiratori del nostro programma e, parlo personalmente, uno dei migliori ragazzi mai passati da qui”.

La scelta del college fu agevolata dall’ammirazione di Southerland per gli Orangemen. “Se avesse dovuto scegliere la sua scuola preferita avrebbe detto Syracuse, non ho dubbi. E’ stato fortunato, perché ci sono tanti talenti cui la loro prima scelta non viene a bussare alla porta” disse il padre Jim, colui che nel giardino di casa gli ha insegnato a tirare. Bene, visto che Southerland ha chiuso il suo quadrienno universitario con il 37% da tre, sfiorando il 40% da tre nella stagione da senior su oltre sei tentativi a partita. “Tira bene, ha taglia fisica, difende e… ho già detto che sa tirare davvero bene? Spero che possa fare la squadra” disse Kemba Walker, suo avversario liceale nell’area di New York, quando nel 2013 Southerland ebbe un’occasione in maglia Bobcats.

La sua occasione, Southerland la va cercando da quando è uscito dal college. L’estate scorsa firmò un contratto non garantito con i Portland Trail Blazers, che avevano già 15 giocatori a roster. Era praticamente impossibile che riuscisse a fare la squadra. Poi Limoges, ma senza la possibilità di esprimere il proprio talento. “Ci ho parlato di recente – conclude Wellman – è entusiasta di questa nuova opportunità. E ha tutto per fare bene”. La sua occasione ora si chiama Vanoli.

Ufficio stampa
Vanoli Basket