Alla vigilia di Virtus Bologna – Vanoli Cremona, in programma domani alle 20:00 alla Segafredo Arena, coach Galbiati ha commentato così il match:

“Domani andiamo a giocare sul campo di una squadra davvero molto forte e in buonissimo stato di salute. Abbiamo affrontato la Virtus Bologna già due volte in occasione della Supercoppa, disputando la prima volta una buona. Sono una squadra profondissima, molto strutturata e molto preparata. Riempiono l’area e hanno una fisicità notevole, sia nel pacchetto dei lunghi che devi esterni. Giocare contro un campione come Teodosic, che è uno dei migliori del campionato, sicuramente è uno stimolo in più per i miei ragazzi.

Andiamo a Bologna per continuare il nostro percorso di crescita, sappiamo che sarà molto difficile ma sappiamo che nello sporto niente è impossibile. Proveremo a dare del filo da torcere alla Virtus. Per cercare di arginarli dovremo essere lucidi, perché loro, come Venezia, alla lunga ti sfiniscono. Dovremo essere bravi a controllare il ritmo della partita, a prendere buoni tiri e a giocare contro la loro aggressività. Dovremo muovere tantissimo la palla e limitare il numero dei palleggi.

Veniamo da un’altra buona settimana di lavoro, anche se e ho paura a dirlo perché poi magari facciamo una partita orribile. Non posso lamentarmi dei miei ragazzi. Sono bravissimi, con tutti i difetti che possono avere. Lavorano, si rispettano, si aiutano, ci danno dentro. Stanno bene insieme. Ho la fortuna di avere degli italiani super che aiutano la squadra a compattarsi. Sono sicuro che manca poco a far schioccare la scintilla e non vedo l’ora che arrivi questo momento.

Siamo partiti con un calendario tosto, non abbiamo avuto un inizio morbido. Gli americani stanno iniziando a capire che il campionato italiano è di un altro livello tecnico e tattico rispetto a quelli che hanno affrontato in passato. Stiamo lavorando molto sull’impatto, sul controllo del ritmo, delle palle persone. Sul valore del singolo possesso e anche sulla gestione dei falli.

Sono onesto, il Covid mi fa paura. Circola veloce e non ci sono linee guida certe. Ma la cosa che mi fa più paura è il risvolto economico che ha e potrà avere. Ho sempre in pensiero per le persone che rischiano di perdere il lavoro e nel mondo della pallacanestro ce ne sono tante. Cerchiamo ogni giorno di sensibilizzare i giocatori sul rispettare se stessi e chi li circonda, sul tenere comportamenti consoni alla situazione”.