Fonte: La Provincia di Cremona
Di Fabrizio Barbieri

«A tutti i tifosi dico di non preoccuparsi perchè quello che sta nascendo è un nuovo ciclo della Vanoli. Dietro a questo silenzio c’è un rumore pazzesco». Coach Cesare Pancotto è più carico che mai. In questi giorni tornerà a Cremona per cercare di stringere sulle prime mosse di mercato della stagione.

C’è un po’ di apprensione nei tifosi che hanno visto andarsene i migliori giocatori dello scorso anno.
“La parola chiave deve essere consapevolezza. In questo momento stiamo lavorando in diverse direzioni. E’ chiaro che il mercato italiani sia quello che stiamo battendo con più insistenza. Tutti vogliono giocatori azzurri nel proprio roster e questo porta i vari atleti ad avere tante offerte. Per questo motivo serve più tempo, ogni ragazzo sta valutando con attenzione ogni possibilità. Ripeto, ogni giorno siamo al lavoro con telefonate, filmati da vedere, giocatori da seguire sui campi. Vogliamo prendere gli elementi giusti per il nostro progetto”.

La Vanoli cerca due italiani, ma ne aveva due sotto contratto da cui è uscita.
“In questi anni abbiamo ottenuto grandissimi risultati anche grazie a Luca Vitali e Marco Cusin che ringrazieremo per il loro apporto determinante. Ma la nostra è una squadra di sviluppo che per definizione ha la necessità di rinnovarsi. L’idea della società è quella di aprire un nuovo ciclo, con giocatori più giovani su cui puntare e fare crescere. Due anni fa dopo una grande salvezza ci siamo affidati a tanti esordienti e alla fine abbiamo disputato una grande stagione. Quello che conta è un programma preciso in cui si devono incastrare le qualità dei singoli. Quando fai una grande stagione poi è difficile poter confermare in blocco il roster e allora è giusto voltare pagina. Ogni anno lottiamo contro società che hanno budget di gran lunga superiori”.

Cambierà anche il suo modo di fare basket?
“Ogni anno è diverso dal precedente, a prescindere. Il bello è anche questo, avere sempre nuovi stimoli. La Vanoli è una società dove i giocatori vengono volentieri, sapendo di poter crescere e poi spiccare il volo. Abbiamo provato a trattenere i nostri americani con offerte importanti, alla fine Turner ha accettato, altri hanno fatto scelte diverse ma questo non vuol dire che la nostra squadra sia inferiore rispetto al passato. La dinamica potrebbe essere diversa rispetto al passato con cinque americani in quintetto e cinque italiani in panchina e quindi servirà trovare la chiave giusta per far coesistere ogni singolo nella Vanolifamily. Il fatto di ripartire da italiani affidabili come Biligha, Mian e Gaspardo non è poco”.

Non c’è ancora una risposta definitiva per la partecipazione alle coppe.
“Questo perchè non è ancora chiaro quali siano le competizioni e chi parteciperà. La società è attenta e non esclude nulla in questo senso. Siamo in attesa».

Intanto Messina in azzurro ha preso le prime decisioni. E’ d’accordo?
“Chi meglio dell’allenatore che conosce il gruppo può avere le idee chiare? Credo che i migliori ci siano tutti. L’Italia si gioca i Giochi Olimpici nel giro di tre gare e quindi serviranno i giusti equilibri al di là delle qualità”.

Lo scudetto è andato a Milano. Tutto come previsto?
“Era la favorita, la squadra che ha investito di più. Credo che quella contro Reggio Emilia sia stata la finale giusta anche se sarei stato curioso di vedere Avellino all’opera contro l’Armani”.

Intanto a settembre ci sarà prima Supercoppa per la Vanoli.
“Un altro piccolo record da mettere in bacheca. Siamo orgogliosi di poter prendere parte a una competizione così importante. Giocare contro Milano è diventata ormai una bella abitudine, vuol dire che abbiamo fatto tanta strada in questi anni. L’importante è che questa competizioni non ci faccia montare la testa. Stare tra i grandi è bellissimo, ma non dobbiamo dimenticare quale sia la nostra realtà e da dove arriva la Vanoli. Il nostro obiettivo restare sempre quello di lottare su ogni pallone pensando prima di tutto alla salvezza”.

Ufficio Stampa
Vanoli Basket