Fonte “La Provincia di Cremona”
Di Fabrizio Barbieri

Presente, passato ma anche futuro e qualche aneddoto particolare. E’ stata una bella chiacchierata quella di ieri nella nostra redazione con il cuore pulsante della Vanoli. Ospiti del giornale infatti il general manager Andrea Conti, il coach Cesare Pancotto e il vice Paolo Lepore. I veri protagonisti di una stagione eccezionale che ha portato i colori biancoblù fino a raggiungere il quinto posto assoluto dopo il primo playoff della storia. Un incredibile cammino passato dalla serie di vittorie da record e dalla semifinale di Coppa Italia in cui solo la vincitrice Milano è riuscita ad escludere la Vanoli. La società e lo staff tecnico quindi, ossia gli elementi che prima hanno scelto con cura certosina il roster e poi lo hanno accompagnato in campo. L’eliminazione per mano di Venezia è ancora fresca ma oggettivamente non ha potuto per nulla intaccare un percorso in cui tutto e stato meraviglioso sia in campo che fuori. Perchè questi ragazzi sono riusciti a trascinare un città: «molto discreta» come dice il coach in una piena di passione che al PalaRadi si è esaltata con tutta la Vanolifamily.

Coach, quando ha capito che questa sarebbe stata la stagione dei record?

«A dire la verità i primi segnali li ho avuti nel precampionato. Eravamo un gruppo nuovo, ma le fondamenta erano Cusin e Vitali. Entrambi non erano presenti, eppure applicazione e risultati mi hanno fatto capire che qualcosa di buono poteva nascere. La svolta è arrivata con le vittorie in casa contro Caserta e in trasferta a Cantù».

Adesso?
«La nostra parola d’ordine deve essere consolidarci. In questa stagione abbiamo fatto qualcosa di eccezionale e per definizione significa un risultato ad di sopra della normalità. Dobbiamo imparare a restare su buoni livelli, attraverso la condivisione dentro e fuori dal campo. Facciamo uno spettacolo sul parquet, abbiamo coinvolto tante persone, speriamo di avere anche qualche nuovo sponsor che ci possa dare una mano. Dobbiamo costruire una squadra nuova e indovinare le pedine giuste».

Quella di rimanere a Cremona è stata una grande sfida.
«So che sarà difficile ma sono orgoglioso che Cremona abbia scelto me. Ci sarà da lavorare ma non sono spaventato. Con questa città e questa società c’è un legame particolare e la programmazione credo sia la cosa più importante. Darò sempre il massimo».

Ha già in mente la squadra del futuro?
«Dipende da tante cose. Prima di tutto dobbiamo capire che tipo di campionato ci aspetterà , se parteciperemo alle Coppe e in quel caso servirà più fisicità rispetto al passato. Naturalmente la base di partenza sarà il budget a disposizione. Certo, non partiremo da zero, ma servirà sederci attorno ad un tavolo a mente fredda e capire tante cose. Ora stacchiamo la spina qualche giorno e alla fine di maggio ci ritroveremo con la società».

Dove andrà in vacanza?
«A casa mia , a Porto San Giorgio. Poi con un’altra coppia di amici accenderemo la macchina e vedremo dove andare. Di solito facciamo oltre tremila chilometri»

Anche il pubblico è diventato sempre più caloroso.
«Siamo la Vanolifamily e siamo cresciuti tutti insieme. Non sono stati i playoff che hanno scaldato i tifosi, è stato un percorso partito da molto lontano. Cremona è una città di lavoratori, di gente che si sveglia presto e che bada al sodo. E’ una città discreta nelle sue emozioni»

Il giocatore che più l’ha colpita?
«In questo caso entrano in gioco la caratterialità delle persone. Io li metto tutti sullo stesso piano, poi ogni tifoso si sceglie il suo idolo».

Cosa ha pensato in gara 4 a Venezia quando la sua squadra è arrivata sul +1?
«A nulla in particolare, solamente al grande orgoglio di questo gruppo che, nonostante la stanchezza, la forza dell’avversario, il palazzetto contro non si è mai perso d’animo e ha saputo reagire. Per noi i playoff sono stati il terzo campionato nella stagione. Parlo di regular season e Coppa Italia. Tre competizioni diverse tra di loro»

Ora avrà la responsabilità di ripartire come miglior allenatore della serie A.
«Questo è un premio che condivido con tutto lo staff e la società e che dedico a tutti gli allenatori italiani che in campo e fuori dimostrano di essere preparatissimi. Ho già ricevuto lo stesso premio dieci anni fa e devo dire che ad ogni età il sapore di un riconoscimento cambia».

Le manca già l’adrenalina del campo?
«Ora e giusto staccare la spina. Ripartiremo il 17 di agosto più carichi che mai»

Ufficio Stampa
Vanoli Basket