Fonte: La Provincia di Cremona
Di Fabrizio Barbieri

«Quando mi hanno detto che ero stato convocato in Nazionale pensavo fosse uno scherzo» . Fabio Mian sorride ma il suo percorso alla Vanoli lo ha fatto arrivare al top del basket italiano.

Si aspettava una chiamata in azzurro?
«Direi di no. E’ stata una convocazione un po’ piovuta dal cielo. Avevo letto la lista dei 24 selezionati e non mi aspettavo ci fosse spazio per altri giocatori. Poi è arrivata la chiamata e per me è stato il massimo»

Le sue impressioni?
«E’ stato bello e stimolante. Non è cosa da tutti i giorni giocare coni campioni della Nba e quasi tutti i migliori giocatori italiani. Di coach Messina poi non posso dire molto, la sua storia parla per lui».

Adesso è riserva ufficiale. Come vivi questo ruolo?
«Con grande serenità e con la consapevolezza che faccio parte dei primi venti giocatori italiani. Posso solo farmi trovare pronto in caso arrivasse una chiamata. Spero non si faccia male nessuno dei miei compagni, ma se dovesse accadere io ho la borsa fatta… La realtà è che in questo momento avverrà un’altra scrematura e da 16 i giocatori convocati diventeranno 12. Comunque sia sono felice».

Cosa le ha detto coach Messina?
«Nulla di particolare. Ma mi ha stupito il suo modo di trattare tutti allo stesso modo. Io che ero l’ultimo arrivato non mi sono sentito considerato peggio degli altri. Tutti venivano ripresi in caso di errore. Di certo questa esperienza mi ha fatto crescere molto».

Nel torneo di Trento ha anche giocato mettendo a segno 12 punti.
«Durante il raduno e nelle amichevoli ho sempre trovato spazio e la cosa mi ha reso orgoglioso. Mi sentivo parte del progetto. Alla prima amichevole avevo paura di pagare l’emozione e invece tutto è andato bene. Certo, non abbiamo giocato contro dei top team, ma la prima volta è sempre particolare. La cosa più importante che ho capito è quella che serve restare sempre concentrati. Quando hai poco spazio lo devi sfruttare al meglio».

Il prossimo anno dovrebbe essere lei il più esperto.
«Le scelte della società di non confermare Cusin e Vitali mi hanno portato a diventare uno dei ‘vecchi’. Sento più responsabilità che non mi pesa. Spero anzi che possa servirmi a crescere ancora sul campo e anche fuori diventando un elemento importante dello spogliatoio».

Capitano?
«Non sono io a decidere».

Vacanze?
«A metà luglio con la fidanzata in Sicilia. Lei è della zona e quindi so come muovermi. Mi allenerò parecchio e dieci giorni prima del ritiro sarò a Cremona per lavorare ancora in modo specifico come lo scorso anno».

Cosa si aspetta dal prossimo anno?
«Di completare il mio processo di crescita e fare il definitivo salto di qualità. Voglio diventare un buon giocatore di serie A ed essere il più continuo possibile. Nella passata stagione ho avuto ancora troppi alti e bassi, questa volta è arrivato il momento di diventare un giocatore completo e di rendimento».

 

Ufficio Stampa
Vanoli Basket