Arrivato per far da scudiero a Luca Vitali, Markel Starks si è dovuto per forza di cose calare nei panni del playmaker titolare a causa dei problemi fisici del capitano. Un ruolo che il giocatore ex Ferentino e Cairns Taipans ha dovuto metabolizzare, al pari del passaggio da una Lega più veloce ed atletica come quella australiana ad una più tattica come il campionato di Serie A. Il lavoro di coach Pancotto inizia a fruttare e domenica per Markel, nonostante la sconfitta, è arrivata una buona prestazione contro una grande squadra come l’Olimpia.

“Milano è probabilmente la squadra più forte che mi sia capitato di incontrare – ha dichiarato Starks durante la trasmissione tv Gancio Cielo – ed è davvero difficile giocare contro di loro. Batista è un grande giocatore e domenica per loro è stato determinante, ma non è il solo. Hanno rotazioni praticamente infinite e questo li avvantaggia. Dopo l’esordio contro Capo d’Orlando credo che questa sia la mia miglior partita qui”.

Una partita che sembrava chiusa già nel primo tempo, quando Cremona ha faticato a trovare l’antidoto alla presenza nel pitturato di Batista e alla mano calda di Simon, riaperta invece da una Vanoli con la faccia giusta nella seconda frazione, che si è rifatta sotto vincendo entrambi i parziali: “Eravamo partiti bene ma poi Milano ha fatto subito un parziale importante. Nel secondo tempo abbiamo fatto qualche aggiustamento e soprattutto abbiamo aumentato l’aggressività in difesa. Non puoi pensare di andare a giocare a Milano senza essere aggressivo, siamo riusciti nel corso della gara a tararci sull’arbitraggio e le cose sono migliorate”.

A Milano Markel ha disputato una buona gara, guidando l’attacco cremonese con 6 assist e destando anche l’attenzione di coach Pancotto che ha definito la sua partita “una gara d’impatto, ben giocata nonostante un inizio difficile”. Segno di un’intesa col reparto lunghi che si va affinando: “Sto imparando a giocare sia con Cusin che con Biligha, che sono giocatori diversi tra loro. Con Paul è stato più facile, la nostra esperienza a Ferentino ci ha permesso di ritrovare il feeling in brevissimo tempo. Per giocare con Cusin e servirlo al meglio devo ancora migliorare, ma Marco è un grande giocatore: è un nazionale, è un giocatore che parla tanto e mi dà una grossa mano sia in campo che negli allenamenti”.

Manca solo l’ultima gara di regular season contro Brindisi, poi sarà tempo di play-off. La Vanoli Cremona è già certa del quarto posto, ma ancora non conosce la propria avversaria. Cosa che non impensierisce Markel: “Non importa chi troveremo al primo turno. Dobbiamo solo pensare a giocare”.

Ufficio Stampa
Vanoli Basket