Cari Luca e Marco,

vi scrivo questa lettera aperta come presidente di una delle società che vi ha cresciuti e accuditi, anche in momenti non facili della vostra carriera, e prima ancora come vostro amico ed estimatore, come uomini e giocatori.

Paolo per noi non è dissimile a voi. Per la società è un figlio, proprio come lo siete stati voi. Si è preso l’enorme responsabilità di provare a riparare alle scelte iniziali, quelle di un progetto condiviso e avallato da tutto lo staff e dalla società, e credo abbia tutto il diritto e il dovere di farlo con dignità.

Provo grande amarezza nel vedervi pestare le dita della vostra Vanoli Basket proprio nel momento in cui sta cercando di restare aggrappata a quei livelli d’eccellenza a cui voi avete contribuito a portarla, e necessiterebbe perciò di tutte le energie che può richiamare a sé per farlo.

Non è questo il ricordo che abbiamo di voi, come uomini prima che come giocatori.

Vi auguro ogni bene per il prosieguo delle vostre carriere sportive e umane.

Aldo Vanoli