C’è un filo rosso che lega la “borsa dei samaritani” al Torrazzo e in particolare alla Vanoli Basket: Rosemarie Diener, moglie del capitano Travis. Se la Samaritan’s Purse – l’organizzazione umanitaria cristiana evangelica partita il 17 marzo dalla North Carolina per allestire l’ospedale da campo –  è arrivata a Cremona è anche merito suo.

“Non mi voglio dare crediti che non ho. In questa situazione di emergenza ho dato solo un piccolo contributo. Gli eroi sono loro. Non certo io. In questa associazione c’è il fratello di nostro cognato. Loro sono impegnati tutto l’anno in giro per il mondo per le popolazioni che hanno un’esigenza vitale. Il loro ospedale da campo stava partendo per il Sudan, poi hanno visto che la situazione Coronavirus in Italia era drammatica. Sapendo che io conosco bene questo paese mi ha contattato e sono stata felice di poter dare una mano. In ballo c’erano Bergamo e Cremona, ma alla fine io potevo essere un ottimo ponte vivendo sul posto. Potevo dare delle indicazioni a livello logistico. Attraverso le conoscenze e la società Vanoli ci siamo mossi per capire quali potessero essere le strutture ricettive, dove appoggiarsi la notte, come muoversi all’interno di una piccola città, come procurarsi il cibo. Io mi sono data da fare solamente con qualche telefonata. Ho tradotto le esigenze in operazioni concrete. Ho cercato di dare una mano e sono felice che la scelta alla fine sia caduta proprio su Cremona. Attualmente sento quali sono le piccole esigenze e mi muovo per risolverle quando è possibile. Un’operazione in banca, piuttosto che un problema con le schede telefoniche.

I Samaritan’s Sono un gruppo organizzato e pronto alle emergenze. Fanno del bene. Tra qualche giorno sarà a Cremona anche il nostro parente. Sta aspettando che gli venga sostituito il permesso di lavoro che aveva già pronto per il Sudan.

Non è un momento facile per Cremona e mi spiace tantissimo. Questo è un problema che coinvolge tutto il mondo e anche da noi si fa sentire. Certo, a Cremona la situazione è più complicata. Io la considero casa mia e spero di poter tornare presto. Spero che tutto piano piano possa tornare alla normalità”.

Lo spera anche Travis Diener: “Quando tutto sarà finito e ricominceremo con le nostre vite, torneremo con entusiasmo a parlare di basket. Ho sentito il Presidente per sapere come stava, fortunatamente è a casa sua e in ripresa. Poi ho telefonato a Meo che mi ha detto di essere molto occupato con i lavori nel suo giardino. E poi bene o male ho sentito tutti i miei compagni, soprattutto quelli che sono tornati in America come me. Ci troviamo tutti nella strana situazione di cercare di tenerci in forma in casa. Tutti sono un po’ spaventati ma fiduciosi. Pensiamo spesso all’Italia. Salutatemi Cremona e mi raccomando, abbiate cura di voi”.

 

Fonte: La Provincia di Cremona del 3/4/2020