Fonte: La Provincia di Cremona

Il general manager Andrea Conti è la ‘mente’ della Vanoli. Punto di riferimento assoluto, sintesi perfetta tra squadra e società. E, dettaglio non secondario, professionalità e competenza al servizio della Vanoli.

Andrea Conti, come si fa ad alzare ancora l’asticella?
«Vuol dire prima di tutto provare a fare sempre bene. Non è scritto da nessuna parte che Cremona arrivi anche l’anno prossimo ai playoff. Alzare l’asticella significa provare a fare bene».

Si riparte da Pancotto. Una garanzia.
«La società ha deciso di appoggiarsi su una base solida. Questo è sicuro».

Venezia, alla vigilia dei playoff, ha investito molto. La Vanoli no.
«Ciascuno fa le proprie scelte, in base ai programmi, ma soprattutto al budget. C’è poco da aggiungere».

Non si poteva fare di più?
«Quando abbiamo preso Starks, pensavamo che fosse il cambio di Vitali».

In che senso?
«Pensavamo e speravamo che Vitali rientrasse, non è andata così, ma abbiamo mantenuto la nostra linea»

Radio mercato dice che molti giocatori lasceranno la Vanoli, a partire da Washington.
«Vedremo. Intanto, si parte dal coach, Turner ha firmato perché ne ha fatto una questione di appartenenza. Biligha e Gaspardo hanno un contratto. Poi abbiamo Cusin e Vitali, con l’uno più uno. Società e giocatori si troveranno per decidere. La filosofia rimane la stessa, cinque più cinque».

E’ già stato pianificato il mercato?
«Ci lavoriamo sempre. Gli aspetti da valutare sono sempre tanti. Ci confrontiamo spesso con realtà che hanno un budget nettamente superiore al nostro. Il che rende il risultato raggiunto quest’anno ancora più rilevante».

Quanto aumenta la responsabilità dopo una stagione come quella che si è appena conclusa?
«E’ sempre alta, anche aldilà del risultato. Sappiamo che le aspettative aumentano in misura proporzionale a quanto visto in campo. Ma noi dovremo sempre guardare in casa nostra, mantenere un profilo razionale».

Cremona e la Vanoli sono ancora una tappa di passaggio per un giocatore?
«Di crescita, di sviluppo. Motivazioni, voglia di lavorare e di imparare. Da noi è così».

Le coppe?
«La classifica dice che potremmo farle, la realtà è che forse non siamo ancora pronti. Vedremo più avanti»

Ufficio Stampa
Vanoli Basket