“Dopo tutte le difficoltà estive, la nascita del Consorzio e l’ingresso di Corazzi hanno ridato entusiasmo all’ambiente e siamo partiti. Avevamo poco tempo, budget ridotto e tutta una squadra da costruire. La prima mossa è stato coach Galbiati, arrivato a Cremona super determinato, affiancato da una garanzia come Gigi Brotto e dai tecnici del settore giovanile, diventati parte integrante dello staff. Con il mercato italiani tutto è stato molto rapido, più complicato quello americano. Ci siamo un po’ arenati sul ruolo di ala, dove avevamo un piano A legato ad un giocatore in attesa di una chiamata NBA. Alla fine siamo passati ad Hommes che si è dimostrato una rivelazione e a conti fatti la scelta migliore che potessimo fare. 

Poi l’arrivo alla spicciolata dei giocatori. In Supercoppa avevamo avuto segnali incoraggianti e l’inserimento degli americani ha fatto saltare gli equilibri che si erano creati. C’è voluto un po’ di tempo per trovare la lingua comune. A Trieste è stata l’unica volta in cui sono intervenuti con lo spogliatoio per dare un segnale e chiarire che la società per fare questo campionato aveva fatto uno sforzo enorme e la risposta non poteva essere quella vista. Contro la Virtus Bologna la vittoria della svolta: da lì in poi siamo sempre stati in zona di galleggiamento, ma senza mai andare nel panico. 

Siamo stati ad un passo dalle final eight e ad un passo e mezzo dai playoff. Ci siamo giocati due competizioni proprio all’ultima partita. Ma non ci possiamo lamentare di nulla, se non di una stagione a dir poco molto particolare.

A partire dall’incubo Covid. Siamo stati fortunati perché l’abbiamo vissuto tutti come poco più di una influenza, ma dal punto di vista tecnico è stato un problema serio, sia nella prima che nella seconda ondata. 

L’emergenza sanitaria ci ha costretto a giocare senza spettatori ed è stato strano. Di fatto abbiamo fatto 30 amichevoli ma dove in palio c’erano 2 punti. Lo sport è fatto per regalare spettacolo e appassionare la gente, così diventa difficile. Riavere il pubblico vorrebbe dire che il momento più duro legato al virus è alle spalle. Magari non si tornerà ad avere il palazzetto pieno ma almeno un po’ di colore sugli spalti. Ce lo auguriamo e non solo per l’aspetto economico. 

A tal proposito, il budget non cambierà di molto, anche se il Consorzio sta crescendo e il lavoro di marketing è stato importante: nella stagione abbiamo aumentato gli sponsor.

C’è una regola in casa Vanoli: far corrispondere i fatti alle promesse. Non ci siamo mai sbilanciati con i giocatori, ma quello che era stato pattuito è sempre stato corrisposto con puntualità svizzera. Proprio per questo ci siamo costruiti una credibilità. In estate non abbiamo cer­cato giochi di parole, chi voleva venire a Cremona sapeva quale stipendio poteva percepire. Ma non solo, li nostro era un pro­gramma chiaro anche a livello tecnico. Chi ha scelto noi, non ha avuto sorprese. E sarà sempre così”.