Elston Turner jr. è uno di quelli nato con la palla in mano. Figlio di un ex giocatore Nba, Elston sr., professionista anche in Spagna e in Italia ed oggi assistente dei Memphis Grizzlies, la nuova guardia della Vanoli Basket Cremona non ha memoria di sè senza un pallone da basket. “I miei ricordi iniziano con il basket, all’età di 3-4 anni. Essere nel mondo della pallacanestro da sempre è stato sicuramente un vantaggio. Ho visto così tante situazioni, praticamente tutte quelle che possono riguardare una partita di basket. Questo rende tutto più facile” diceva in un’intervista qualche anno fa.

Forse anche per questo, Elston jr. non sente la pressione. “Molti giocatori, ad esempio, vengono sopraffatti dall’emozione quando giocano in un’arena importante. Io no” diceva dopo aver segnato 40 punti il 12 gennaio del 2013 davanti ai 24.193 tifosi della Rupp Arena, casa di Kentucky University. Quel giorno Turner divenne solo il terzo avversario della storia dei Wildcats a segnare almeno 40 punti sul loro campo. Gli altri due? David Robinson (45 punti) e Chris Jackson (41), poi noto come Mahmoud Abdul-Rauf. Turner divenne anche il primo giocatore di Texas A&M a segnare 40 punti in una partita dal 1985, quando ci riuscì Don Marbury, padre di Stephon Marbury e capostipite di una famiglia di cestisti.

Segnò 25 punti nel solo 1° tempo, quando Calipari mise sulle sue piste un freshman, Alex Poythress. “Iniziai quella partita con l’idea di non permettere ad un freshman di marcarmi”. Archie Goodwin, oggi ai Phoenix Suns, lo limitò in avvio di ripresa, ma Turner portò comunque gli Aggies al successo per 83-71, infliggendo a John Calipari la prima sconfitta casalinga da parte di una squadra della SEC da quando nel 2009-2010 aveva preso la panchina dei Wildcats.

“Quella partita la ricorderò per il resto della mia vita. Credo di aver sbagliato più tiri nel riscaldamento che in partita” disse scherzando (ma non troppo) Turner, che chiuse con 14/19 dal campo (6/10 da 3), sbagliando meno di “The Admiral” Robinson (6 errori) e di Jackson (17) nelle loro passate “eplosioni” alla Rupp Arena.

A Texas A&M, Turner arrivò da Washington University. Con gli Huskies nel 2010 vinse il torneo della Pac-10 arrivando fino alle Sweet 16 nel torneo NCAA. Ma non era soddisfatto del proprio ruolo. “Al liceo avevo sempre giocato playmaker, a Washington il mio ruolo era quello di tiratore sugli scarichi, così non potevo rendere quanto volevo”. Voleva più responsabilità. Un amico, B.J. Holmes, lo convinse a trasferirsi agli Aggies, dove giocò con l’attuale swingman dei Milwaukee Bucks, Khris Middleton.

Responsabilità le ha avute a Pesaro, esperienza che ha in comune con il padre Elston sr., che nel novembre del 1990 venne chiamato dalla Scavolini a gettone per sostituire per 4 gare l’infortunato Darwin Cook. Nel 2013-2014, invece, Elston Turner jr. ha trascinato la Consultinvest ad un’incredibile salvezza a 16.7 punti di media, con un high di 37 punti a Roma contro l’Acea e due canestri decisivi, alla 22a giornata contro Pistoia e alla terz’ultima giornata contro Bologna. Nella scorsa stagione ha giocato per due partite in Francia, a Elan Chalon, e poi a Brindisi, con 9.3 punti di media e un massimo di 28 punti contro la Dolomiti Energia Trento.

L’altro legame con il padre è quello che riguarda l’altra dote di famiglia, la musica. “Papà mi insegnò a comporre alcuni canzoni al pianoforte. Io adoro la musica, ma ora mi diletto qua e là con qualche canzone rap” dice Turner.

Nel cuore, però, c’è prima la pallacanestro. Il suo verso della Bibbia preferito, infatti, è Matteo, 6:21. “Dov’è il tesoro, lì è il tuo cuore”, testualmente.

“Significa che per me il basket è nel mio cuore. Ed è un tesoro”.

Ufficio stampa
Vanoli Basket