“Abbiamo sempre avuto, sin dal 17 agosto, la consapevolezza di essere una squadra di lavoro e non di talento. Siamo sempre stati obbligati a giocare partite sviluppando sia i valori, sia il sistema, sia la qualità del gioco che la personalità e abbiamo saputo far diventare motivazioni anche le assenze importanti e perduranti. Queste doti ci hanno però dato questa classifica e il riconoscimento da parte di tutti come squadra rivelazione più costante.

Mi piace molto un’affermazione di Greg Popovich, coach dei San Antonio Spurs, che dice che la gente vorrebbe la vittoria subito ma prima bisogna conquistarla e questo mi ha fatto pensare all’idea che la partita va aggredita, va indirizzata, va costruita attraverso il lavoro e la capacità di soffrire, con anche la capacità di reagire alle cose che possono capitare. Questa è un’altra dote che abbiamo avuto. Abbiamo vinto tante partite con queste qualità.

Bologna è una partita di fine stagione e come tale sarà sicuramente più fisica e più incerta. Non c’è mai una squadra che ha già vinto e una che ha già perso. In queste partite c’è l’idea della sopravvivenza, c’è l’idea di dare tutto per l’obiettivo. La Virtus è una squadra forte fisicamente in tutti i ruoli, ha un big man come Pittman che è il più forte del campionato e ha inserito un ottimo giocatore come Collins che ha portato energia, qualità ed esperienza. Sia la società che i giocatori sono sempre stati abituati a giocare per i play off e questo vuol dire mentalità. Aggiungerei che Valli rappresenta la continuità del progetto e sta allenando molto bene questa squadra, Infine è sempre un onore giocare a Bologna.

Da qui i nostri obiettivi difensivi. Prima di tutto cercare di limitare i passaggi sia all’interno dell’area dei tre secondi sia ai loro tiratori e questo lo possiamo fare mantenendo sempre costante la pressione sulla palla. Colui che difende sulla palla deve essere il nostro primo baluardo difensivo. E poi credo che sia importante limitare la loro bravura individuale.

In attacco sappiamo di dover giocare contro una squadra che farà molta pressione per cui dobbiamo lavorare per migliorare la circolazione della palla, aggredire i passaggi andandoceli a prendere e attaccare bene lo spazio con il timing giusto. Tutto questo ci deve servire per costruire tutti i tiri in ritmo. Non siamo infatti una squadra che può inventare, siamo una squadra che sa costruire.

Infine un focus particolare sarà sull’impact game, sulle palle perse  e sul non concedere il bonus troppo presto con una difesa consistente che deve saper lavorare su se stessa e non sui falli”.