Dopo la bella prestazione di domenica con la capolista Olimpia Milano, la Vanoli torna di scena al PalaVerde domenica 14 novembre alle ore 19:30 per affrontare la Nutribullet Treviso Basket. Così in conferenza coach Paolo Galbiati:

“Affrontiamo Treviso, squadra che si è riunita presto ed ha cominciato bene sia in campionato che in Champions League. Ha confermato un bel blocco di giocatori dello scorso anno e ne ha aggiunti altri importanti a roster, tra cui due di buonissima prospettiva come Bortolani e Casarin. E’ una squadra molto bene organizzata; corrono, si passano la palla e si vede che stanno bene insieme. Difensivamente sono molto efficaci; si vede il lavoro di Menetti che è molto bravo a far difendere le sue squadre. Per noi sarà una partita tosta.

Akele è un giocatore davvero interessante che ho avuto la fortuna di conoscere questa estate nel primo ritiro di preparazione con la Nazionale. Ha grande mentalità e una fame di arrivare che dev’essere da esempio per tutti. Ogni anno aggiunge qualche pezzettino al suo gioco. Onestamente sono contento per lui, è un ragazzo che se lo merita. E’ bello vedere giocatori italiani in campo in modo importante. Speriamo che i nostri siano meglio dei loro.

Noi dalla nostra arriviamo dall’ennesima onesta settimana di lavoro, con qualche intoppo di troppo. Ma andiamo a Treviso vogliosi di giocare la nostra partita. Mi aspetto la stessa aggressività, determinazione, concentrazione messa in campo con Milano. Vediamo se saremo maturi sotto questo punto di vista, sarebbe uno step in avanti nel nostro percorso di crescita.

Sappiamo che ogni settimana dobbiamo lavorare tanto, forse più degli altri. Siamo una squadra giovane e piena di rookies. E’ difficile dire a che punto siamo della crescita. Per qualcuno questo percorso dura mesi, per altri magari anni. Quello che spero è di riuscire ad avere della solidità, sempre. Sono sicuro che avremo degli alti e bassi, gestibili, perché è un gruppo di ragazzi disponibili, che lavora sodo e che accetta gli appunti che lo staff tecnico fa loro.

Provo a trasmettere alla squadra la mia carica. Ce l’ho dentro e non me la tolgo. Forse a volte dovrei essere più composto ma è più forte di me. Voglio talmente bene ai ragazzi e tengo talmente tanto a questa squadra che a volte mi macero. Pretendo il massimo da me stesso e provo a tirare fuori il massimo  anche dagli altri”.