Domenica contro Torino la Vanoli Cremona festeggerà al PalaRadi la propria partita numero 200 in Serie A. Per l’occasione, questa settimana ripercorreremo giorno per giorno le stagioni dei biancoblu nel massimo campionato, partendo dai protagonisti che hanno scritto la storia di questi primi sei anni e mezzo di Serie A.

Uno dei canestri più spettacolari della storia della Vanoli in Serie A è sicuramente la tripla al volo, in torsione, di Troy Bell sulla sirena del secondo quarto di Cremona-Montegranaro del 28 novembre 2009. Più di una semplice “preghiera” accolta dagli dei del basket, un gesto tecnico di pregevolissima fattura, di uno dei fuoriclasse più amati tra quelli passati da Cremona. Per le sue giocate così come per la sua affabilità, la stessa con compagni di squadra, dirigenti e tifosi. Bell, prima scelta al draft NBA del 2003 (quello di LeBron James) prima di veder condizionata la propria carriera dai problemi alle ginocchia, sotto il Torrazzo fu protagonista assoluto della promozione in Serie A e poi della prima salvezza. Dall’avvicendamento in panchina tra Cioppi e Caja prese in mano le redini della squadra, passando nelle ultime 12 gare da 13.6 punti di media a 17.5. Ma nei due anni di Vanoli non fu solo un grande realizzatore: pian piano si trasformò in un giocatore sempre più completo ed un leader vero.

LA SQUADRA – Oltre a Troy Bell, la prima Vanoli da Serie A ripartì dallo staff tecnico della promozione, Stefano Cioppi e Paolo Lepore, e da un nucleo completato da Marco Cusin, Mauricio Aguiar e Rudy Valenti. In cabina di regia arrivò l’americano-bulgaro EJ Rowland, primo giocatore della storia Vanoli ad arrivare a Cremona da un Europeo e pronto, due anni dopo, a spiccare il volo verso Malaga e l’Eurolega. Brandon Brown e Vangelis Sklavos completarono il reparto lunghi, mentre a chiudere il roster furono gli italiani Formenti e Piazza, insieme al ritorno della “chioccia” Andrea Conti. Non riuscì ad adattarsi al basket europeo la stella designata, Gary Forbes, tagliato dopo 14 partite a 12.8 punti in favore del più funzionale Rashad Anderson. Ma il vero colpo di metà stagione fu portare a Cremona un giocatore dal pedigree di Marko Milic…

LA STAGIONE – Pagato lo scotto della matricola con i k.o. a Roma e in casa con Cantù, la prima vittoria nel massimo campionato arrivò a Ferrara con 18 punti di Forbes, bissata due settimane dopo da quella al PalaRadi contro la blasonata Treviso, con 24 di Rowland. Contando la vittoria contro Napoli (poi cancellata per il fallimento dei partenopei), Cremona ne vinse 4 delle prime 8, prima di perderne 8 delle seguenti 9, con il k.o. di Cantù che costò il posto a Stefano Cioppi. Con Caja ne vincerà 6 delle ultime 12, 6 su 11 dallo sbarco di Milic, monumentale con 26 punti nella vittoria con Teramo che valse mezza salvezza.

LA VITTORIA PIU’ BELLA – Forse quella del PalaVerde, su uno dei campi più importanti degli ultimi 20 anni della storia della pallacanestro italiana: uno scalpo eccellente, quello del 14 marzo 2010, firmato in calce da EJ Rowland, protagonista con 4 punti consecutivi nell’ultimo minuto, quelli del sorpasso dal 69-68 Benetton al 69-72. In mezzo, la palla recuperata su Nicevic che diede il possesso decisivo alla Vanoli. Fu anche la seconda vittoria dell’era Caja, di una squadra che iniziava a prendere una consapevolezza dei propri mezzi fondamentale per la permanenza in Serie A.

Ufficio stampa
Vanoli Basket