La Vanoli prova a reagire. E lo fa col suo tifoso numero 1, il presidente Aldo Vanoli. Sentenze? Stiamo lavorando per uscire da questa situazione. Gli errori? Cercheremo di imparare. Il ko di Caserta? Un dolore. E via di questo passo. E’ un presidente carico, per nulla rassegnato, che soffre alcune critiche che gli sono apparse ingenerose. Che lancia anche un messaggio ai tifosi: prendiamo esempio da quel che è successo al PalaMaggiò. Come dire, facciamoci sentire quando la Vanoli gioca in casa, come fanno da altre parti. Infine, un accenno al futuro: Aldo Vanoli non vuol sentire parlare di retrocessione in A2, ma se malauguratamente dovesse capitare, la società è pronta a far la sua parte. Il presidente, dunque, chiama e invoca il supporto di tutti. La sconfitta di Caserta ha lasciato strascichi e il presidente, più che a quel che è stato, guarda avanti. Cercando di trasmettere fiducia e coraggio a tutto il mondo Vanoli. Ecco le sue considerazioni, la sua rabbia, il suo slancio.

LE CRITICHE
«Capisco la delusione e la rabbia dei nostri tifosi — dice Aldo Vanoli —, perché oltre al presidente sono il primo tifoso della Vanoli. Ognuno ha legittimamente le sue opinioni, mi spiace però constatare che forse qualcuno pensa che non ci siamo accorti della posizione che occupiamo: stiamo lavorando tutti per uscirne il prima possibile, e come società non ci siamo mai tirati indietro quando c’era da fare uno sforzo economico, vedi da ultimo l’acquisto di un giocatore come Darius Johnson-Odom».

GLI ERRORI
«Ne sono stati fatti, questo è indiscutibile. Non rimpiangiamo le scelte estive, ponderate anche nei rischi che si sono rivelati tali. Ne prendiamo atto e cercheremo di imparare dai nostri errori per non ripeterli».

I CAMBIAMENTI
«Gli addii di alcuni giocatori a campionato in corso lasciano sempre l’amaro in bocca — aggiunge Vanoli —. Ma non abbiamo mai trattenuto nessuno controvoglia, e tantomeno conviene farlo in un momento così importante della nostra storia; in più, al giorno d’oggi per un giocatore è più facile cercare una via d’uscita. Per questo motivo chi è qui ad impegnarsi e lottare ancora per questa maglia, anche se magari non rende al meglio, merita rispetto».

IL KO DI CASERTA
«Quella di Caserta è stata una sconfitta dolorosa, non è mai bello perdere sprecando un vantaggio consistente come 18 punti a metà terzo quarto. Di contro, è anche vero che con il cambio di allenatore abbiamo prodotto momenti importanti di pallacanestro, perché i vantaggi che abbiamo sprecato, anche a Cantù e Pistoia, ce li siamo prima costruiti con il lavoro in allenamento e in palestra».

IL PUBBLICO
«A Caserta le cose sono cambiate quando il PalaMaggió ha spinto la squadra, contestandola, ma subito dopo sostenendola. Comprendo che sia naturale che buona parte del pubblico debba essere trascinato da una prestazione grintosa da parte della squadra, ma mi piacerebbe che prima di dare contro a questa squadra il PalaRadi la sostenesse cantando e sostenendola per 40 minuti».

IL FUTURO
«La mia passione — conclude il presidente — per il basket sarà sbocciata tardi, ma ormai è diventata sempre più viscerale e reale. Per questo mi dà molto fastidio che qualcuno metta in discussione la nostra volontà di restare in serie A ed ancora di più un eventuale iscrizione in A2. Alla quale comunque in questo momento nessuno di noi pensa, perché siamo tutti convinti che ci salveremo».

Fonte: La Provincia di Cremona