Mai una partenza così negativa da quando e presidente. Aldo Vanoli guarda la classifica della serie A e si trova all’ultimo posto solitario dopo dieci giornate.

E’ deluso di questo avvio?

«Deluso no, dispiaciuto sicuramente. In questo momento i risultati ci penalizzano, è indiscutibile. Sono una variabile bellissima quanto crudele: siamo pur sempre ad una sola vittoria dalla zona salvezza, e a due dalle posizioni playoff. Un paio di canestri o di scelte avrebbero potuto dare un altro volto alla nostra stagione, e credo che possano ancora farlo. Da tifoso, è il bello e il brutto del basket. Ma noi dobbiamo ragionare anche come dirigenti e guardare un quadro più ampio prima di farci prendere dallo sconforto».

Rimpiange di non aver confermato Vitali e Cusin?

«Siamo consci della scelta che abbiamo fatto quest’estate ed eravamo consapevoli che non sarebbe stato facile dare vita al nuovo progetto senza Luca e Marco. Ma ci crediamo, e sfido chiunque a dire che Holloway e Biligha non stiano dimostrando di essere all’altezza del loro ruolo. Credo che Paul valga la Nazionale, e dopo averci mandato anche Fabio Mian, per noi sarebbe un altro motivo di grande orgoglio».

Turner sembra un altro giocatore rispetto all’anno scorso.

«Elston è un bravo ragazzo, che ha dimostrato professionalità e attaccamento a questo club. Potrà non essere al top della condizione, o forse ha semplicemente difficoltà ad esprimersi in un contesto diverso da quello dell’anno scorso. Mi spiace che qualcuno abbia già dimenticato quanto di buono abbia fatto per noi, ma sono convinto che presto tornerà a darci soddisfazioni».

E’ pronto a fare un altro eventuale intervento?

«Non ci siamo mai tirati indie- tro quando era il momento di cambiare qualcosa. È sempre difficile non sbagliare nemmeno uria scelta, succede a tutte le squadre ed a noi è successo anche l’anno scorso con Southerland, solo che non ne ne abbiamo risentito più di tanto. Con gli innesti di Harris e Carlino credo però che la squadra sia competitiva».

La triade Vanoli-Triboldi-Bonetti. Rimpianti?

«No. Se è vero che poteva nascere qualcosa di importante per Cremona, direi che è nato e cresciuto lo stesso. La pallacanestro cremonese è arrivata a traguardi impensabili fino a pochi anni fa, come le Final Ei-ght di Coppa Italia, il quarto posto a fine regular season e i playoff. E come club siamo in continua crescita, più strutturati, più radicati nel territorio, con un settore giovanile in espansione e aperto alle collaborazioni e una forte presenza sul sociale. Ed ho la coscienza a posto perché le parole spese allora le ho sempre mantenute, ed è per questo che oggi sono ancora qui, a Cremona, in prima linea».

Come vede il derby con Brescia?

«Sarà dura, questo è scontato. Tanto più che loro sono in un buon momento di risultati e fiducia. Ma era dura anche andare a vincere a Sassari, eppure ce l’abbiamo fatta… ».

Come fare per uscire dalla crisi?

«Non credo ci siano segreti particolari, solo il lavoro quotidiano, che paga sempre in ogni campo. Sapevamo che con la scelta di un nuovo progetto di squadra sarebbe stato difficile se non impossibile confermare gli eccellenti risultati dell’anno scorso, l’abbiamo fatta guardando più lontano. Per questo chiedo ai tifosi di starci vicino. So che a Montichiari verranno in tanti e vorrei che, come me, ci credessero e sostenessero la squadra dalla palla a due fino all’ultima sirena, senza mollare prima del dovuto».

di Fabrizio Barbieri
Fonte: La Provincia di Cremona