I FATTI
Due stagioni per entrare nella storia del basket cremonese. Il 3 gennaio 2015 la Vanoli conquista matematicamente il primo viaggio alle Final Eight di Coppa Italia, festeggiata il giorno seguente con il successo al PalaRadi su Avellino. Il bis arriva nella stagione seguente, quando i biancoblu si spingono anche oltre: il 6 dicembre 2015 la Vanoli (7 vinte e 3 perse) si issa per la prima volta al primo posto della classifica di Serie A, il 19 febbraio 2016 batte Sassari all’overtime e conquista la semifinale di Coppa Italia, con la tripla di Nicolò Cazzolato entrata nella storia come giocata simbolo, il 26 marzo 2016 nonostante il k.o. con Bologna arriva la matematica qualificazione ai primi playoff scudetto della storia biancoblu, il 4 maggio 2016, al termine della regular season, arriva la conquista del 4° posto in classifica. Di pari passo, con la squadra crescono anche società e PalaRadi: nel 2014 Davide Borsatti entra in società come vicepresidente diventanto il braccio destro di Aldo Vanoli, nell’estate del 2015 la Vanoli realizza l’impianto di illuminazione a led, il primo in un palazzetto di basket di Serie A, che permette un risparmio di circa 20mila euro annui sui consumi, e inaugura la nuova sala hospitality sotto la curva.

LA CRONISTORIA
Torna Luca Vitali e la Vanoli cambia pelle, diventando sempre più italiana strada facendo: Cusin ritorna nell’ottobre del 2014, il nucleo che si completa con Mian, Gazzotti, Campani e Mei il primo anno e Mian, Gaspardo, Biligha e Cazzolato nella seconda stagione diventa fondamentale, per rendimento e costruzione del gruppo, tanto quanto il blocco Usa. La Vanoli che conquista le sue prime Final Eight di Coppa Italia perderà i playoff complice un calo finale (2 vinte e 8 perse nelle ultime 10 gare), quella del 2015/2016 è la squadra dei record: Turner è l’uomo dell’ultimo tiro, 8 vittorie consecutive prima di Natale rappresentano la miglior striscia positiva di sempre e spingono Cremona nell’elite del basket italiano. I playoff con Venezia, con il PalaRadi colorato di giallo, sono una festa, con la ciliegina sulla torta della vittoria in gara 2 davanti al proprio pubblico in una serie dove Venezia farà valere tutto il suo maggior talento. La bontà del lavoro svolto viene premiata anche a livello individuale, con il titolo di allenatore dell’anno a coach Cesare Pancotto e il secondo posto del gm Andrea Conti nella corsa a dirigente dell’anno.

I PERSONAGGI
Al suo primo passaggio a Cremona aveva già lasciato il segno, al secondo ha fatto centro: Luca Vitali, playmaker atipico di due metri, talento sbocciato presto a Montegranaro, con le grandi realtà non s’è mai preso al meglio. Milano, Roma, la sua Bologna, Venezia: in nessuna realtà prima di allora fu protagonista come in Vanoli, dove ha potuto dar sfogo a carisma e leadership, diventando anche nel 2014/2015 è stato il miglior giocatore per valutazione del campionato (19.4 di media). La sua sinergia con Marco Cusin, iniziata in azzurro, è sbocciata sotto il Torrazzo nel corso di queste due stagioni. Anche per Cuso si trattò di un ritorno: la sua prima volta a Cremona fu nel 2007, al secondo anno di Legadue. Con la Vanoli conquistò la Serie A, prima di spiccare il volo verso Pesaro (dove arriverà in finale scudetto) e Cantù, con cui assaggerà l’Eurolega. Nel 2015/2016, il suo girone d’andata accanto a Vito è di livello assoluto: 11.7 punti, 7.6 rimbalzi, 16.1 di valutazione media. Fondamentali in spogliatoio, radicati a Cremona, un riferimento per i tifosi biancoblu. Menzione d’onore per Deron Washington, uno dei giocatori che più si è fatto amare dal pubblico cremonese in una sola stagione. Il segreto? Schiacciate, energia e l’empatia che trasmetteva tutta la sua famiglia.