37 anni compiuti oggi, una carriera divisa tra U.S.A. e Italia e ancora tanta voglia di sorprendere tifosi e addetti ai lavori: Travis Diener si sta rivelando in questa fase della stagione l’uomo in più della Vanoli Basket. Specialista dei tiri da 3, il playmaker di Fond du Lac, Wisconsin, ha letteralmente trascinato i suoi verso la vittoria finale della Final Eight 2019, guidando i compagni nelle splendide vittorie contro OpenJobMetis Varese e Segafredo Virtus Bologna prima e infine contro la Happy Casa Brindisi nella finalissima.

Ormai da 9 anni nel nostro Paese e da 6 sposato con la siciliana Rosemarie, Travis Diener può dirsi un italiano a tutti gli effetti, grazie anche al doppio passaporto che gli ha consentito di vestire la casacca azzurra agli Europei del 2013. Travis Diener ha saputo sin da subito adattarsi perfettamente al basket italiano, del quale oggi conosce molto bene vizi e virtù, tanto da diventare un perno prima della squadra di Sassari e poi della rinata Vanoli Cremona.

All’esordio nella NBA nel 2005, dopo una prima parte di carriera divisa tra Orlando Magic, Indiana Pacers e Portland Trail Blazers, Diener sbarca in Italia grazie all’intuito della Dinamo Sassari, che riconosce nel play statunitense un giocatore con una marcia in più. E così sarà: l’esperienza maturata in NBA porta infatti Travis Diener a risultare sin da subito uno dei migliori player del campionato italiano.

Ed è proprio in Sardegna che Diener ha avuto modo di conoscere il coach Meo Sacchetti, colui con cui nel 2014 ha vinto la sua prima Coppa Italia e che l’ha fortemente voluto in Lombardia, dopo tre anni di inattività, per dare vita a un progetto sportivo serio e ambizioso. A distanza di 5 anni da quel trionfo, il connubio Diener-Sacchetti, ai quali si aggiunge un roster dalle grandi potenzialità, torna così ad alzare quel trofeo dopo una cavalcata entusiasmante, che ha visto Cremona battere squadre di tutto rispetto.

Pur non partendo con i massimi favori del pronostico, infatti, guidata dalle ottime prestazioni di Diener oltre che di Mathiang, Saunders, Ruzzier e Crawford, la Vanoli Cremona ha saputo confermare anche in coppa il suo ottimo stato di forma, battendo team di prim’ordine come Varese, Bologna e Brindisi, con vantaggi più ampi rispetto a quanto previsto dai bookmakers: 9 punti su Varese, ben 11 sulla Virtus, ancora 9 di vantaggio nella finalissima, oggi a Cremona è di casa il bel gioco e diventa dura per tutti imporsi contro il roster del coach Sacchetti.

Il match contro la Happy Casa, in particolare, sembrava dovesse essere una sfida ben più combattuta in termini di punteggio finale: appaiate al terzo posto in classifica di Lega, le due squadre partivano da un pronostico abbastanza equilibrato, eppure sin dai primi minuti di gioco l’ago della bilancia ha iniziato a pendere dal lato della Vanoli. Fondamentale nelle fasi cruciali del gioco proprio Diener, in grado di creare il primo distacco con due triple e di piazzare l’affondo finale negli ultimi minuti di gioco. Nel mezzo una gara intensa, con Cremona sempre in vantaggio fino ad arrivare a un pesante parziale di +13, grazie anche alle esaltanti prestazioni di Saunders e Crawford con 18 punti e Ruzzier con 12.

ben 26 punti contro Bologna prima di giungere alla magistrale prestazione della finale, Diener è senza dubbio il valore aggiunto di un team costruito in maniera perfetta e gestito con intelligenza e concretezza da Meo Sacchetti, coach in grado di creare innanzitutto un gruppo affiatato e poi di metterlo in condizioni di far male a chiunque.

Dopo l’incredibile trionfo nella Final Eight, prima volta assoluta per Cremona, lo sguardo torna ora al campionato e a un rush finale che vede la Vanoli partire col morale a palla alla rincorsa delle prime due forze del torneo, Milano e Venezia. Se il bel gioco visto in Coppa continuerà nei prossimi mesi, c’è da attendersi ancora qualche grande emozione da qui alla fine del campionato: Diener e soci sono pronti a mordere!