I FATTI
La data del 30 aprile 2017 è sul libro nero della storia Vanoli: la sconfitta di Varese significa retrocessione in A2. Le date chiave, però, sono altre: il 4 maggio è il giorno in cui esce sul sito della Gazzetta dello Sport l’intervista a caldo ad Aldo Vanoli. Il presidente si addossa le colpe, con rammarico, certo, ma al tempo stesso l’entusiasmo per ripartire verso una nuova sfida. Che il 15 giugno trova il proprio condottiero in Meo Sacchetti (dal 1° agosto diventerà anche Commissario Tecnico della Nazionale Italiana), affascinato da quell’intervista, e il 26 luglio accoglie un’accelerata con la riammissione in Serie A, certa da un paio di settimane dopo l’esclusione di Caserta e ratificata nel bel mezzo dell’estate. Nel 2018, la Vanoli sembra riavvolgere il film di un paio d’anni: il 14 gennaio vincendo a Capo d’Orlando i biancoblu tornano alle Final Eight di Coppa Italia, il 9 maggio il successo casalingo sui paladini vale l’accesso ai playoff. Nel frattempo, la Vanoli mette ancora con altre due migliorie al PalaRadi: il 7 novembre 2016 contro Brindisi fa infatti il suo esordio il nuovo parquet, il 26 settembre 2017 vedono invece la luce i nuovi spogliatoi realizzati dal club.

LA CRONISTORIA
L’addio a Vitali e Cusin, una squadra nuova per sei decimi, nove sconfitte nelle prime undici gare della stagione: dopo tre anni più o meno esatti si chiude l’era di Cesare Pancotto sulla panchina biancoblu. La stagione 2016/2017 nasce sotto una cattiva stella e nemmeno i cambiamenti in corsa riescono a raddrizzarla: in sella sale l’assistente Paolo Lepore, arrivano Paul Harris, Matt Carlino e infine Darius Johnson-Odom. Due coppie di vittorie consecutive (Varese e Reggio Emilia, 14a e 15a di andata, Torino e Venezia, 4a e 5a di ritorno) danno speranza, il successo di Pesaro a cinque giornate dal termine sembra quello chiave, ma non lo sarà. Cambia tutto nell’estate 2017: l’ossatura scelta per l’A2 da Meo Sacchetti (Travis e Drake Diener, Ruzzier, Gazzotti, Ricci e Portannese) viene completata dagli Usa, con la ciliegina sulla torta del ritorno di Johnson-Odom a fine settembre. DJO sarà il go-to-guy di una squadra che cresce con l’aggiunta di Fontecchio e, vincendo 5 delle ultime 6 partite d’andata, torna tra le prime otto e in semifinale di Coppa Italia facendo saltare il banco contro Avellino, con il k.o. contro Torino (poi vincitrice del trofeo) che lascia ancora un po’ di amaro in bocca. La Vanoli si conferma nell’elite con 3 vittorie nelle ultime 4 gare che valgono il pass per i playoff, dove arriverà la resa onorevole contro la Venezia campione d’Italia in carica.

I PERSONAGGI
Darius Johnson-Odom è il giocatore di maggior talento e l’anello di congiunzione tra le due annate: eroe incompiuto nella stagione 2016/2017, in quella seguente, quando arriva la settimana prima dell’esordio in campionato al posto di Elijah Johnson, sarà il faro dell’attacco biancoblu, in grado di fare la differenza in molte occasioni. Taciturno il primo anno, più espansivo al suo ritorno, in grado di accendere i tifosi con la sua carica e il suo sorriso. In 45 gare in maglia Vanoli andrà oltre quota venti punti in ben 21 occasioni, segnando 18.4 punti di media. Meglio di lui, nella storia del club, solo Von Wafer (20.1 di media), ma su un campione di sole 9 gare. Ma la storia della stagione 2017/2018 è anche e soprattutto quella dei cugini Diener, Drake e Travis: quando il primo firma in biancoblu, il secondo lo segue, tornando al basket giocato dopo tre anni di stop e riformando la connection di successo a Sassari con Sacchetti. A fine anno sarà invece Drake a ritirarsi per iniziare la carriera da allenatore. Gioviali, sempre pronti allo scherzo, ma professionisti serissimi e in grado di lampi di classe purissimi. Qualche alto e basso nel rendimento non scalfisce la loro leadership, che anzi aumenta di giorno in giorno. Entrambi sono già un pezzo di storia del club, con Travis pronto a riscrivere un altro capitolo.